Anni ’60 e ’70

L’avvio della ricerca fotografica di Carnisio scaturisce dalla foga distruttiva di cui Milano fu vittima allo scadere degli anni cinquanta. La paura di vedere sparire in poco tempo il volto più antico della città è all’origine proprio di questa fase, in cui l’autore cerca con uno scatto di salvare per sempre nella memoria pezzi di città destinati a scomparire. L’occhio di Carnisio va dunque alla ricerca degli aspetti più tipici di Milano: le osterie, i navigli, la darsena, la fiera degli oh bej oh bej, ma anche la Milano “in divenire”, con i primi palazzoni popolari che sorgono isolati in una radura deserta: via Primaticcio, via Soderini, il Monte Stella, il Ponte della Ghisolfa, via Bardolino e i vari orti disseminati un po’ ovunque, soprattutto nel quartiere Barona. Ancora nei primi anni ’60 Virgilio fa in tempo a documentare realtà ancora intatte nello loro spirito originario di villaggi agricoli, come quelle di Musocco, Bullona, Crescenzago, Greco, Chiaravalle, Bovisa.

Negli anni 1965-66 Carnisio focalizza la propria attenzione prevalentemente al tema delle osterie, andando alla ricerca di questi luoghi di ritrovo sia nelle vie del centro storico, sia intrufolandosi in qualche cortile dove questi sopravvivevano, seppur in rarissimi casi, all’interno di quel microcosmo sociale che era la casa di ringhiera. In altri casi ancora, scovando qualche trattoria fuoriporta, nei dintorni di Milano.

A partire dal 1969 Virgilio Carnisio decide di fare di Milano l’oggetto di una documentazione sistematica, occupandosi di tutte le zone della città. Percorrendo Milano in lungo e in largo, Carnisio oltre a descrivere l’aspetto esteriore della città, insieme alle persone che ne percorrono le vie, offre uno sguardo privilegiato alle case di ringhiera, tipologia architettonica in estinzione, che riproponeva in città la dimensione comunitaria del villaggio agricolo, formato dalle stesse famiglie emigrate in massa dalle campagne.

Insieme ai cortili e alle case di ringhiera un altro tema affrontato a partire da questa data è quello delle botteghe e dei mestieri, che va a costituire un primo nucleo di immagini sul’argomento, che in parte confluirà nel volume “Il vecchio quartiere Garibaldi” del 1982.